Distanze a piedi da Via Emanuele Filiberto:


Descrizione

La basilica di S. Giovanni in Laterano si affaccia sulla piazza di Porta S. Giovanni ed è la cattedrale della città. Fondata dall’imperatore Costantino nel 313, venne ristrutturata all’interno in maniera radicale da Francesco Borromini su incario del papa Innocenzo X (1644-1655). La facciata è opera di Alessandro Galilei (1732-1735). La navata centrale, di dimensioni grandiose, scandita da edicole con statue colossali degli apostoli, è affiancata da due navatelle laterali per parte, anch’esse di raffinatissima esecuzione.

Dalla testata del transetto destro si esce dalla basilica su piazza di S. Giovanni in Laterano attraverso la Loggia delle Benedizioni, realizzata nel 1586 da Domenico Fontana per volere di Sisto V.
Scendendo verso via Amba Aradam, si incontra, sulla sinistra, il Battistero Lateranense. L’edificio, a pianta ottagonale, edificato da Costantino fu profondamente modificato sotto il papato di Sisto III (432-440). Sull’altro lato della piazza prospettano le strutture dell’ospedale di S. Giovanni in Laterano, detto in origine del Salvatore.
Al centro di piazza S. Giovanni si staglia la mole dell’obelisco Lateranense in granito rosso, il più antico e il più alto (m 47 compreso il basamento) a Roma. Addossato sulla sinistra della Loggia delle Benedizioni si erge il Palazzo Lateranense eretto da Domenico Fontana per ordine di Sisto V sul luogo dell’antica residenza pontificia detta il Patriarchio. Al suo interno accoglie, al piano nobile, il Museo Storico Vaticano.
Di fronte al prospetto nord del Palazzo si trova un’altra costruzione sistina, l’edificio della Scala Santa che contiene, al suo interno, la Scala ritenuta quella che Gesù avrebbe salito nel Palazzo del Pretorio a Gerusalemme.
In cima alla Scala Santa, si trova Il Sancta Sanctorum, antica cappella privata dei pontefici già nel Patriarchio, che conserva preziose reliquie e immagini miracolose. Addossato sul lato destro della Scala Santa si trova il cosiddetto Triclinio Leonino, grande nicchione con decorazioni a mosaico.

Prima di proseguire verso Santa Croce in Gersulemme si può compiere una breve deviazione dall’itinerario principale. Tornati in piazza di S. Giovanni in Laterano si imbocca via Merulana fino all’incrocio con via Aleardi, che conduce al Casino Massimo (ingresso in via Boiardo 16). Al suo interno l’edificio offre un’importante testimonianza del gruppo di pittori germanici della prima metà dell’Ottocento chiamati Nazareni. Proseguendo poi per via Berni si raggiunge via Tasso, dove al n. 145 di trova il Museo Storico della Liberazione di Roma che occupa l’edificio già sede del comando delle SS. Tornati quindi su via Merulana, all’angolo con via Labicana si nota, leggermente infossata rispetto alla via, la settecentesca chiesa dei Ss. Marcellino e Pietro.

Tornati sulla piazza di Porta S. Giovanni si trova il monumento a S. Francesco, eretto nel 1927. La Porta S. Giovanni, venne aperta nel 1574 lungo il perimetro delle Mura Aureliane. Alla sua destra si scorge, ad un livello più basso, l’antica Porta Asinaria. Proseguendo su via Carlo Felice, si può ammirare un lungo tratto delle Mura Aureliane. All’interno di una delle torri delle mura, la quarta, si trova il piccolo oratorio di S. Margherita. Proseguendo lungo il viale e oltrepassato un moderno arco che si apre nelle mura, si trova l’oratorio di S. Maria del Buon Aiuto. Proseguendo lungo il perimetro delle mura si riconoscono i resti dell’anfiteatro castrense facente parte del Palazzo Sessoriano, o Sessorium, il grande complesso che comprendeva il palazzo imperiale, l’anfiteatro e un circo iniziato al tempo dell’imperatore Settimio Severo e ristrutturato da Costantino. Alla sinistra delle strutture dell’anfiteatro (rilevanti resti del quale si conservano soprattutto dalla parte del viale Castrense), sulla piazza omonima, si staglia la basilica di S. Croce in Gerusalemme. L’edificio sacro deve il suo nome alla presenza, al suo interno, di alcuni frammenti della Croce di Cristo che Elena, madre dell’imperatore Costantino, aveva portato a Roma al suo ritorno da Gerusalemme nel 326. L’edificio sacro, fondato nel IV secolo venne radicalmente trasformato nel Settecento. L’attuale facciata, opera di Domenico Gregorini e Pietro Passalacqua, si può considerare un capolavoro del “barocchetto” romano.

Nell’area a sinistra della chiesa, al numero 7 della piazza, si trova il Museo Storico dei Granatieri di Sardegna.
Al n. 9 il Museo Storico della Fanteria circondato da un grande parco nel quale si trovano i resti del c.d. Tempio di Venere e Cupido. Al n. 9/A è situato il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali.
Lasciata la piazza, si prosegue per via Eleniana, lungo la quale si trovano i resti della cisterna delle terme Eleniane e si sbocca, quindi, in piazza di Porta Maggiore, dominata dalla maestosa mole di Porta Maggiore. Da qui uscivano la via Praenestina e la via Labicana. Si tratta di un ingresso monumentale alla città realizzato nel 52 d.C. dall’imperatore Claudio, utilizzando le arcate del suo acquedotto che scavalcavano le due strade e che venne trasformato in porta con la costruzione della cinta di Aureliano.
All’esterno della porta si trova il Sepolcro di Eurisace, un monumento tardo-repubblicano, che accoglieva i corpi del fornaio Eurisace e di sua moglie Atistia.

 

Descrizione Acquedotto di Nerone

L’acquedotto fu fatto costruire da Nerone (54 – 68 d.C.) per fornire l’Acqua Claudia alla Domus Aurea, la sua ricchissima residenza imperiale. Resti dell’acquedotto Neroniano sono ancora oggi visibili lungo la via Statilia, lungo la via di S. Stefano Rotondo che va da piazza S. Giovanni in Laterano fino a via della Navicella. In via dei SS. Giovanni e Paolo si può notare che i resti dell’acquedotto poggiano e vengono inglobati nell’Arco di Dolabella. L’acquedotto fu prolungato da Domiziano per portare le acque fino alla nuova residenza imperiale sul Palatino e subì un restauro sotto Settimio Severo: le arcate che si conservano in via Statilia sono riferibili ad un rifacimento di epoca Severiana (201 d.C.).